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giovedì 21 febbraio 2013

Modello Genova: Valorizzare la differenziata

A Genova, da qualche mese  è entrato in funzione un impianto di valorizzazione dei Materiali Post Consumo che molti cittadini ed aziende del capoluogo ligure differenziano alla fonte.

La valorizzazione avviene con trattamenti meccanici ed elettromagnetici e riguarda la raccolta differenziata dei cassonetti bianchi, in cui si deve conferire solo carta e cartoni e dei cassonetti gialli, in cui si devono conferire gli imballaggi in plastica e lattine per alimenti e bevande.

L'impianto occupa una superfice di 3.000 metri quadrati ed  è collocato in Val Polcevera, presso Genova Bolzaneto.

Il sistema di selezione prevede due diverse linee di trattamento.

Una linea separa la carta dal cartone e la valorizzazione riguarda il cartone, in quanto il suo valore di mercato è decisamente maggiore: 94,95 euro per tonnellata, contro i circa 30 euro/ton della carta.


La seconda linea è dedicata a separate le plastiche, le lattine in acciaio e quelle in alluminio, raccolte tutte insieme nel cassonetto multimateriale di colore giallo.

Il processo avviene completamente in un ambiente chiuso tenuto in depressione da un impianto di aspirazione  con trattamento dell'aria, prima della sua espulsione in atmosfera.
Durante la visita che ho effettuato ieri, l'impianto appariva abbastanza pulito, nessun particolare odore si avvertiva, anche nei pressi dei materiali appena scaricati. Anche i livelli di polverosità apparivano contenuti. L'esperto in impiantistica che era con noi ha confermato la buona progettazione dell'impianto.

Su entrambe le linee, la raffinazione finale è effettata a mano da due operatori che, in una cabina climatizzata,  tengono sotto controllo visivo il passaggio dei materiali da cui tolgono gli MPC conferiti in modo improprio.
Attualmente, questi conferimenti impropri rappresentano circa il 2 % del totale e sono portati nella discarica di Scarpino.
Si tratta in gran parte di oggetti di plastica non classificabili come imballaggi: giocattoli, CD, lastre radiografiche, sedie, tavolini, vasi da fiore, ecc.
La loro presenza deprezza il materiale raccolto, fino a renderlo nullo; quindi diventa importante per la stessa azienda (AMIU) investire in comunicazione per spiegare bene ai cittadini quali tipi di plastiche bisogna conferire nei cassonetti gialli.

Comunque, attualmente, gli esami effettuati casualmente dal Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) hanno verificato che le balle di MPC valorizzati provenienti da Genova si trovano sempre in seconda fascia di qualità (su tre previste).

Con il direttore dell'impianto si è concordato che si può fare ancora molto per migliorare la qualità dei materiali in ingresso.
Certamente si può fare molto sul fronte dei controlli. Ogni carico in arrivo all'impianto è monitorato nel suo percorso, per cui, in presenza di scarti non idonei (spesso frazioni biodegradabili) è facile risalire alla zona della città in cui questi conferimenti anomali sono stati effettuati. Di conseguenza  opportuni controlli effettuati in  queste zone a "rischio" possono con una certa facilità individuare le singole responsabilità e in questo modo, prima con l'informazione e poi con la sanzione è possibile eliminare le dannose anomalie.

Oltre ad iniziative di comunicazione "spot", come quelle degli Angeli del Riciclo effettuato da volontari, occorrerebbe adottare costanti forme di comunicazione istituzionale, più incisive e monitorate nei loro effetti sulla quantità e la qualità delle frazioni differenziate raccolte.

Sono obiettivi a cui anche il Direttore dell'impianto sta lavorando, con l'idea di aprire l'impianto alle scuole e alla cittadinanza.

Attualmente, nel corso della giornata, il contenuto di tutti i cassonetti per la differenziata, sparsi per la città e trovati pieni, sono scaricati qui. I materiali una volta selezionati e  ripuliti sono pressati  e confezionati in balle che, caricate su camion da 25 tonnellate, sono avviate ai centri di riutilizzo indicati dal Consorzio Nazionale Imballaggi.

L'impianto di Bolzaneto è in grado di valorizzare tutti materiali attualmente separati dai genovesi,  con una  percentuale di RD che, in costante ma ancora troppo lenta crescita, nel 2012 dovrebbe assestarsi al 36-37%.

Comunque, con un aumento dei turni di lavoro si prevede che questo impianto possa trattare tutti i materiali differenziati prodotti da Genova, anche quando, tra qualche anno, la RD raggiungerà finalmente il 65%, obiettivo che bisognava raggiungere entro il 2012.

Con l'entrata in funzione di questo impianto, possiamo dire che finalmente AMIU ha cominciato a capire che la rumenta vale e che il riciclo è più vantaggioso della discarica e del gasificatore.

Infatti, con questa realizzazione è stata anche sbugiardata la solfa che riciclare costa: con i ricavi certi pagati dal CONAI  per carta, cartone, plastica, metalli ben differenziati, l'investimento per la realizzazione dell'impianto di selezione (2,5 milioni di euro) rientrerà entro due-tre anni; negli anni successivi ci sarà solo guadagno netto, guadagno che aumenterà con l'incremento della raccolta differenziata.

In sintesi, l'impianto di valorizzazione del differenziato è un altro piccolo tassello per la realizzazione del possibile Modello Genova per una innovativa gestione dei Materiali Post Consumo prodotti dalla Città.

Il prossimo passo sarà la realizzazione dell'impianto di compostaggio di qualità per trattare 50.000 tonnellate di frazione organica raccolta in modo differenziato su tutta la città.

Con la scelta di realizzarlo nei pressi della discarica di Scarpino sembrerebbe essere stato superato il difficile scoglio della realizzazione di questo impianto che richiede almeno 10.000 metri quadrati.

Sarà la scelta strategica per incrementare in modo significativo la raccolta differenziata, una scelta non più riinviabile.